• Ci tardu rria…

    CI TARDU RRIA…

    Farsa in un atto di Mimino Spano

    (1977)

    Il lavoro presenta uno spaccato del periodo dell’innamoramento durante il quale non bisogna lasciare tutto per scontato. Protagonista una ragazza da marito corteggiata da due giovanotti e naturalmente, se uno dei due stenta nel pronunciarsi rimarrà escluso.

  • Cose ti casa noscia

    COSE TI CASA NOSCIA

    Saiètte, dirlàmpi e tronate ti Marzu.

    Spettacolo realizzato pro istituendo Museo della Civltà Contadina

  • Fiat voluntas Dei

    FIAT VOLUNTAS DEI

    Commedia in tre atti di G. Magri 

  • Il tacco s'è rotto

    IL TACCO S'E’ ROTTO

    Commedia in tre atti di Claudio Contaldo

    (1981)

    La commedia mette in evidenza la differenza tra Nord e Sud. Il Salento (il tacco) vuole esplodere per raggiungere il livello del resto della Nazione.

  • L'eredità dello zio buonanima

    L’EREDITA’ DELLO ZIO BUONANIMA

    Commedia brillante in due atti di Antonio Giusti

    Libera traduzione in vernacolo neretino di Paolo Zacchino

    (1982 – repliche 1983 e 2016)

    La storia è ambientata nella casa di Eugenio Favazza, nipote di Angelo Favazza, da poco deceduto. Il nipote, ritenuto da tutti il prediletto di don Angelo, immagina di essere l’unico erede. Date le ristrettezze economiche nelle quali vive quest’ultimo ed in relazione alla cospicua consistenza dell’eredità, tutta la famiglia si sente autorizzata ad effettuare acquisti di ogni genere, in attesa di entrare in possesso dell’eredità. All’apertura del testamento però la realtà si presenta diversa da quella sperata. Le conseguenze portano ad esilaranti ed ironiche situazioni con sorpresa finale.

    Con questa commedia, il Piccolo Teatro "Città di Nardò" inaugurò nuovamente il Teatro Comunale che nel 1982, dopo il serio rischio di essere abbattuto e dopo anni di restauri voluti fortemente dal Piccolo Teatro, tornò ad aprire il sipario alla città.

  • L'occa ti la gente (Fiorano Modenese)

    L’OCCA TI LA GENTE

    Commedia in due atti di Mimino Spano
    (1977 - repliche 1991, 2010, 2011, 2012)

    RAPPRESENTAZIONE FIORANO MODENESE 2012

    E’ l’alba: lu pittaci inizia a prendere vita; si vedono le prime luci all’interno delle misere case, si sentono i primi rumori mattutini, qualcuno esce fuori per svuotare lu cantaru, qualcun altro per tirare un po d’acqua dall’unico pozzo.

    Il sole inizia ad albeggiare: si vedono le piarelle andare a messa prima, i contadini con la zappa sulle spalle prendono la via dei campi, qualcuno invece esce di casa per andare in cerca di cicorie selvatiche, che serviranno per accompagnare un profumato piatto di fave.

    I più anziani trascorrono la giornata fumando la pipa e chiacchierando con chi rimane a casa per infilare il tabacco; le donne invece discutono dei problemi domestici o dei pettegolezzi della cummare vicina di casa; i più piccoli giocano sull’uscio di casa a tuddri o a mazzareddre.

    Quando a mezzogiorno lu pittaci riprende vita c’è occasione di parlare dei problemi più importanti legati ai lavori dei campi, alle pioggie, al buon raccolto, ecc.

    Ma c’è chi zitto, zitto, osserva i movimenti nelle abitazioni dei comparivicini di casa.

    E’ il caso del nostro Peppu Lengualònga, il quale stando tutto il giorno a casa, si accorge di un giovane che spesso va a fare visita alla moglie di ‘Ntoni Guardafurni. Peppu pensa subito al peggio e, da buon compare, non può non avvisare ‘Ntoni, suggerendogli di nascondersi dentro casa sua, per spiare, da dietro la finestra, quello che avviene fuori.

    Proprio quel giorno il giovanotto non si presenta e fra i due compari scoppia una lite che li porterà davanti al giudice.

    Ma chi è quel giovanotto? E’ veramente lu ‘nnamuratu di Mènica, la moglie di ‘Ntoni, oppure è una persona che ‘Ntoniconosce bene?

    A testimoniare viene chiamato cumpare Crispinu, un vicino di casa un po bonaccione, ma allo stesso tempo molto furbo, che finge di non aver visto e sentito niente, per non rovinare il rapporto di comparatico che ha con entrambi.

    A chi darà ragione il giudice?

    Come risolverà questo diverbio causato, come spesso accadeva un tempo, dall’occa ti la gente?

    Un susseguirsi di situazioni frizzanti a divertenti, da sempre, hanno coinvolto il pubblico che, grazie a questo spettacolo, ha potuto riscoprire i più felici momenti di quella parte di storia alla quale appartiene la tradizione neretina e di tutto il Salento.

    Tutta la commedia induce a rivivere fatti, figure, modi di dire, abitudini, sistemi di vita, ormai quasi interamente dimenticati. “L’occa ti la gente” ridesta il ricordo sopito di una vita più a misura d’uomo, ovvero più semplice e serena, non solo, palesa anche il “modus vivendi” dei tempi che furono, sottolineando l’atteggiamento, se non addirittura il modo d’essere che caratterizza la nostra gente.

  • Li zzinzuli

    LI ZZINZULI

    Traduzione in dialetto neritino da “Gioielli di famiglia” di Anna Citelli

    Li “zzinzuli”: piccoli oggetti del passato, ricordi, tradizioni… Insignificanti per l’estraneo, legati all’ambiente familiare e paesano, hanno per noi, più valore di un tesoro: ci ricordano persone, storie, consuetudini.

    Ma sono “cose d’altri tempi”: sono recuperati a fatica, con amore, con pazienza: proprio come il protagonista del lavoro, che, avvilito e mortificato dalla vita quotidiana, si rifugia prima nel ricordo di un’occasione perduta quand’era un emigrato all’estero, e poi nel sogno, dove ritrova un’identità – dell’uomo e del suo ambiente – che gli sembra perduta.

    Al risveglio si consola: potrebbe andar peggio. Per fortuna si può sognare.

    Bastano questi pochi accenni per farvi comprendere che di novità si tratta: sia per il contenuto che vi propone, che per la forma con cui è espresso. Il lavoro fa ridere sicuramente, ma fa anche pensare!!!

  • Megghiu sulu 'cca mmale ‘ccumpagnatu

    MEGGHIU SULU ‘CCA MMALE ‘CCUMPAGNATU

    Commedia in due atti di Mimino Spano

    (1979 – repliche 1984, 1985, 1998, 2000)

    E’ la storia di Lindoru 'nonsipò, un calzolaio scontento della sua vita matrimoniale, innamorato della comare vicina di casa.

    Per una serie di mistificazioni la moglie, gia sofferente, trova sul serio la morte, questo porterà Lindoru a fingere di essere addolorato tanto da arrivare ad improvvisare un lungo pianto che, in realtà, non convince nessuno.

    Contento della dipartita della moglie, finalmente libero vuole coronare il sogno di sposare la comare ma molte paure lo spingeranno a rinunciare al matrimonio e alla fine deciderà di promettere fedeltà alla buonanima della moglie, fedeltà al matrimonio e impegno di rimanere solo perché… a volte, è conviene essere soli che male accompagnati!!!

  • Momenti di teatro - Quarantanni di vita sul Palcoscenico

     

    "Momenti di Teatro – 40 anni di vita sul palcoscenico"

    Il Piccolo Teatro “Città di Nardò, dopo le celebrazioni di dicembre 2014, presenta lo spettacolo “Momenti di Teatro – 40 anni di vita sul palcoscenico” un atto unico che celebra l’attività della compagnia lunga oltre 40 anni.

    Un occasione imperdibile per i nostri affezionati spettatori, che con questo appuntamento potranno ripercorrere parte delle indimenticabili e celebri commedie che hanno fatto la storia della compagnia e del teatro in vernacolo neretino. Non potete mancare dal 15 al 24 Maggio 2015.

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  • Occhio Non vede

    OCCHIO NON VEDE

    commedia in due atti 

    adattamento Piccolo Teatro di Nardò

     

    “Occhio non vede…” nasce tra le pareti di uno stanzone d’ospedale che fa da cornice alle semiserie vicissitudini di uno sgangherato quartetto di pazienti alle prese con problemi “visivi” più o meno gravi ed è la cronaca di quanto accade in un allucinante reparto oculistico.

    Medici, infermieri, pazienti e familiari ci raccontano le disfunzioni, l’arroganza e l’incompetenza del personale che vi opera. La commedia tragicomica diventa così una denuncia allarmante ma, allo stesso tempo, esilarante con la chiara consapevolezza che la pazienza dei pazienti si è esaurita.

    Personaggi:

    Regia: Andrea Barone

    Russo (degente) Gregorio Caputo

    Mangia (degente) Gregorio Polo

    Prete (degente) Pasquale Alfieri

    Prof. Quarta (degente) Salvatore Manieri

    Cazzato (infermiere) Marcello de Monte

    Valeria (infermiera) Adele Perrone

    Bellocchio (medico) Aurelio Galeani

    Alessandra (figlia del prof. quarta) Anastasia Rocca

    Maria (moglie di russo) Piera Presicce

    Tonino (figlio di russo) Gabriele Carafa

    Assunta (moglie di prete) Chiara Pellegrino

    Giornalista Antonio d’Elia

    O.S.S. Mercedes Sebastianutti

    Segreteria organizzativa: Riccardo Quaranta

    Scenografia: Andrea Barone, Erika Sciacca

    Fotografia: Francesca De Paola

    Tecnico Audio Luci: Vincenzo Manieri | Macchinista: Piero Strafella

    Segretaria di produzione: Stefania Romano

    Servizio accoglienza: Federica Meo, Valeria Castrignanò, Erika Sciacca

    Collaborazioni: Paolo Marzano, Salvatore Carafa, Angelo Fracella, Mario Filieri Mancaster, Paolo Sciacca

  • Ore 8 si prova

    ORE 8 SI PROVA 

    Prove a teatro per festeggiare i 10 anni del Piccolo Teatro Città di Nardò con le commedie:

    L'Occa ti la gente, Megghiu sulu.., Tamianu Teresina e la Sciumenta, Il tacco s'è rotto, Ci tardu rria, Tre sò li suttili, Quando sei qualcuno.

     

  • Pacciaturìe ti pacci

     

    PACCIATURIE TI PACCI

    Commedia in due atti di Mimino Spano (1985)

    La vicenda si svolge nella sala d'aspetto di una casa di cura dove casualmente si ritrovano i due protagonisti, Pici Piccione e Tore Cefalu che, con una lettera di raccomandazione, sperano di trovare una sistemazione. Nell'attesa di ricevere una risposta, si trovano casualmente coinvolti nelle pazzie dei ricoverati, tanto da essere anche loro scambiati per dei pazzi.

     

     

  • Quando sei qualcuno

    QUANDO SEI QUALCUNO

    Commedia in due atti di Anna Citelli

    Elaborazione testo di Claudio Contaldo

    1° premio alla 7ª Rassegna Teatrale Salentina 1983

    (1983 - replica 2014)

    La commedia “Quando sei qualcuno” racconta la storia di un anonimo professore che, ad un certo momento della sua vita piatta e incolore, crede giunto il momento di una clamorosa realizzazione quando, a seguito di circostanze fortuite, viene presentato dal suo partito quale candidato alle elezioni politiche.

    La prospettiva di diventare finalmente “qualcuno”, mette allo scoperto, in situazioni ora comiche, ora serie, la sua vera personalità di piccolo e meschino opportunista, pronto ad approfittare e a strumentalizzare anche gli affetti familiari. 

  • Sirinata a Concettina

    SIRINATA A CONCETTINA

    Commedia musicale in due atti di Paolo Zacchino e Gregorio Caputo

    (2001 – replice 2002, 2003, 2010, 2011)

    Dall’amore all’amore è la vicenda della Sirinata a Concettina: Minicucciu dall’amore di Filumena, insensibile e impietosa, passa, inavvertitamente, all’amore di Concettina, dal cuore gentile, riservata e tanto innamorata. E questa nuova e improvvisa occasione è opera del canto della serenata, voluta da quel giovanotto che ha attraversato diverse disavventure, ma che, alla fine, quando più è sfiduciato, avverte la sensazione di percorrere finalmente la strada della felicità.

    I sogni possono sfumare e gli orgogli possono umiliarsi… l’amore è proprio un sentimento imprevedibile e misterioso… così come la vicenda di questa opera, di questi personaggi… di tutti coloro… di tutti noi, se siamo capaci di amare!

  • Spruàndu spruàndu

    SPRUANDU SPRUANDU..

    Commedia musicale di Paolo Zacchino e Gregorio Caputo

    (2006 - repliche 2007, 2008, 2009, 2010. 2011)

    Una giornalista si reca da un anziano signore del paese, per conoscere gli usi, i costumi, gli aneddoti e le tradizioni di Nardò.

    Una scatola con vecchi ricordi, diventa il pretesto per raccontare la vita di un tempo che forse non esiste più, un tempo in cui nonostante i sacrifici per il duro lavoro, le privazioni, la fame e le sofferenze, si è anche avuto il tempo per l'amore, la gioia e la speranza. 

     

  • Tamiano, Teresina e la sciumenta

    TAMIANU, TERESINA E LA SCIUMENTA

    Commedia in due quadri e un atto

    (1980 – repliche 1981, 1984, 1992, 1993, 1999)

    La Commedia, ispirata alla farsa in un atto unico di origine francese "La sposa e la cavalla" si svolge in una masseria neritina e poggia sull’ingenuo equivoco di un’omonimia.

    Nella masseria vivono Teresina, figlia della massara Tunata, ragazza da marito, corteggiata da Tamianu, un giovanotto timido e ingenuo.

    La massara è proprietaria di una cavalla irrequeieta e bizzarra, che guardacaso, porta lo stesso nome della figlia, Teresina!!! Dalla decisione di venderla nascono una serie di malintesi tanto da far intrecciare non poco la vicenda dei nostri protagonisti.

    La commedia è nata come occasione per muovere il riso attraverso situazioni narratamente brillanti; suo scopo fondamentale quindi è divertire con parodie, lazzi, equivoci, spunti comici di ogni genere e circostanze che spaziano dal puro divertimento a momenti di amarezza e di riflessione.

    Nel corso degli anni ha subito diverse modifiche ed aggiunte, che l'hanno portata alla versione più comune. Nata nel 1980 come una farsa in un solo atto, successivamente sono stati aggiunti, dalla compagnia, 2 quadri che aprono e chiudono la vicenda che l'hanno resa una delle commedia più apprezzate e viste della compagnia del Piccolo Teatro "Città di Nardò" 

  • Tre so li suttili

    TRE SO LI SUTTILI

    Farsa in un atto di Mimino Spano
    (1977)

    La vicenda tratta la storia di un vecchio tirchio che è stato insignito dalla Reale Accademia delle Scienze di Stoccolma del massimo riconoscimento mondiale: Premio Nobel per l’avarizia per l’anno in corso.

    Egli ha raggiunto l’ambizioso traguardo dopo una vita dedicata esclusivamente al risparmio inteso sotto qualunque forma.

    Giunto a Stoccolma - naturalmente a piedi - per ritirare il premio, ha dichiarato che devolverà l’ammontare dello stesso all’Istituto Ricerche sulla Tircheria

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