L'eredità dello zio buonanima

L’EREDITA’ DELLO ZIO BUONANIMA

Commedia brillante in due atti di Antonio Giusti

Libera traduzione in vernacolo neretino di Paolo Zacchino

(1982 – repliche 1983 e 2016)

La storia è ambientata nella casa di Eugenio Favazza, nipote di Angelo Favazza, da poco deceduto. Il nipote, ritenuto da tutti il prediletto di don Angelo, immagina di essere l’unico erede. Date le ristrettezze economiche nelle quali vive quest’ultimo ed in relazione alla cospicua consistenza dell’eredità, tutta la famiglia si sente autorizzata ad effettuare acquisti di ogni genere, in attesa di entrare in possesso dell’eredità. All’apertura del testamento però la realtà si presenta diversa da quella sperata. Le conseguenze portano ad esilaranti ed ironiche situazioni con sorpresa finale.

Con questa commedia, il Piccolo Teatro "Città di Nardò" inaugurò nuovamente il Teatro Comunale che nel 1982, dopo il serio rischio di essere abbattuto e dopo anni di restauri voluti fortemente dal Piccolo Teatro, tornò ad aprire il sipario alla città.

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